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Un proprietario affida a un agente immobiliare (almeno pensa che lo sia, vista la cravatta colorata, il gran bel marchio e le luminose vetrine in centro città) la vendita di un appartamento a Magenta, rivalutato grazie agli interventi del Superbonus 110% (cappotto termico e nuova caldaia), che hanno portato la classe energetica da F a B.

L’agente (apriporte professionista), visibilmente ingolosito dalla prospettiva di una facile provvigione e assecondando l’ottimismo del venditore attratto da un guadagno immediato, formula una valutazione commerciale al rialzo basandosi unicamente sul forte miglioramento energetico.

Nel farlo, commette però un errore fatale (oltre a esercitare abusivamente una professione che prevede studio e aggiornamento costante) Omette di verificare se sia stata presentata la variazione catastale per l’aggiornamento della rendita. Se almeno sapesse cos’è!

E sapete come va a finire questa triste storia magentina?

Il patatrac si manifesta in tutta la sua gravità drammaticamente al momento del rogito. La Legge di Bilancio, infatti (pseudo agente incravattato… leggi così magari due cosine le impari anche tu…), ha introdotto l’obbligo di verificare se i lavori edilizi (anche di solo efficientamento) abbiano aumentato il valore capitale o la redditività dell’immobile di oltre il 15%, richiedendo una dichiarazione di variazione tramite Docfa.

Se il Fisco rileva il mancato aggiornamento, invia lettere di compliance o procede con sopralluoghi e attribuzione d’ufficio di una rendita presunta. Nello specifico del caso, la mancanza di questo allineamento burocratico e il rischio di repentine variazioni della rendita — con un impatto diretto sulle imposte di registro a carico dell’acquirente — rischiano di bloccare la compravendita direttamente davanti al notaio, vanificando del tutto l’illusoria valutazione iniziale del finto agente.

La gestione di questa complessa burocrazia evidenzia un divario ormai incolmabile nel settore.

Mentre un professionista qualificato sa perfettamente che l’aggiornamento catastale post-intervento è un atto dovuto per tutelare le parti ed evitare pesanti accertamenti fiscali, i semplici “apriporte” del mercato immobiliare probabilmente pensano che il Docfa sia un farmaco per dimagrire o un codice sconto per l’arredamento.

Omettere la verifica di questo adempimento significa esporre i clienti a gravi criticità legali ed economiche. Ai sensi dell’articolo 1759 del Codice Civile, il mediatore ( quello vero, caro mio fuffaguro con la cartellina sottobraccio) ha il dovere deontologico e professionale di informare tempestivamente le parti di ogni circostanza tecnica che possa influire sulla sicurezza, sulla legittimità e sulla convenienza dell’affare.

A tutela del proprio patrimonio e della serenità familiare, diventa quindi prioritario verificare preventivamente i reali requisiti del soggetto a cui ci si affida, tanto a Magenta quanto nella vicina Corbetta.

Esigere l’abilitazione professionale ed esplicitare la richiesta del numero di iscrizione al REA dell’individuo che vuole venderti casa ( e non del titolare dell’agenzia..non fate i furbi) non è una pura formalità burocratica, ma rappresenta l’unica vera difesa contro l’abusivismo professionale.

Operare senza i necessari titoli di legge non costituisce solo un grave illecito sanzionabile, ma priva il consumatore della necessaria competenza scientifica e tecnica indispensabile per analizzare la reale conformità urbanistica e catastale post-Superbonus.

La vera tutela del cliente si realizza esclusivamente attraverso un’informazione rigorosa, oggettiva e basata sulla reale ed analitica verifica documentale dell’immobile.

Se desiderate una consulenza documentale approfondita e desiderate pianificare la compravendita in totale sicurezza, chiamatemi per una valutazione tecnica e reale del vostro immobile.

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